Macchinario per l'automazione del processo di produzione della pasta cresciuta

Poppastella

La pasta cresciuta è il risultato della frittura di un composto semplice, farina ed acqua, in proporzioni diverse dalla classica pizza, lievitato opportunamente.
Lo shock con l'olio caldo ne provoca l'immediato rigonfiamento per cui risulta essere dorato e croccante esternamente e morbido come un pane, internamente.

La sua lavorazione, realizzata nella cucina di una pizzeria per l'antipasto o in una rosticceria per il confezionamento nel classico cuoppo, è un prodotto alternativo e gustoso.

La lavorazione è manuale ed è il prodotto di un processo realizzato da mani esperte che tramandano, da generazioni, tempi e dosi.
L'impasto va lievitato, facendolo riposare a temperatura costante, per essere portato per la frittura, in appositi contenitori.
Qui viene lavorato e dosato opportunamente; al contatto con l'olio, ci si deve assicurare che la pasta cresciuta non entri a contatto con le altre, per il rischio che si incollino. Il prodotto finito va gustato caldo.

L'IDEA

Poppastella è un macchinario per l'automazione del ciclo di produzione della pasta cresciuta.

Negli antipasti compare insieme ad altri prodotti: croquettes di patate, verdura fritta, arancini di riso. La differenza, sostanziale, è che la pasta cresciuta non può essere congelata e fritta all'occorrenza, il che la rende unica.

Il nome è la composizione dei termini pop e pastella; Poppastella costituisce l'alter ego del pop-corn, termine che descrive il "pop" di un chicco di mais (corn); nel caso della pasta cresciuta, abbiamo il "pop" della pastella di farina ed acqua.

Negli antipasti compare insieme ad altri prodotti: croquettes di patate, verdura fritta, arancini di riso. La differenza, sostanziale, è che la pasta cresciuta non può essere congelata e fritta all'occorrenza, il che la rende unica.

Con il supporto di Aziende di Ingegneria, sulla base di una serie di requisiti definiti dai soci, realizzerà una prima versione, semiautomatica, per la presentazione al Mercato tramite pubblicità e/o tramite partecipazione ad eventi del settore.
Il macchinario, pianificato in 3 differenti versioni, per target di utenti e mercati diversi, nella sua versione base è destinata a ristoranti/pizzerie e rosticcerie.
Implementa l'intero ciclo della produzione della pasta cresciuta, dagli elementi base (farina, acqua, lievito ed olio), fino al prodotto finito, controllandone e gestendone le fasi.

Domanda di brevetto industriale presentata nel Giugno 2014 dal suo inventore, Marco Liguori. E' stata accolta nel 2016 ed è stata acquisita dalla startup Sensori 4.0, per cessione dei diritti, nel Giugno 2020.

E' stata riconosciuta la caratteristica di novità, non essendoci, a livello internazionale, alcuna soluzione simile. Ciò garantisce di poter essere esclusiva nella soluzione sul Mercato, per il periodo previsto dalla normativa di legge. Il principio del suo funzionamento, rappresentato schematicamente nella domanda di brevetto, il cui concept è stato rappresentato idealmente (macchinario presentazione), verrà realizzato tramite una soluzione industrialmente perseguibile. Essa si base su una stratificazione di fasi del processo che, dall'alto verso il basso, in uno spazio quadrato di 60 cm. di lato, prevede la fase di lievitazione, la fase di dosaggio, la fase di frittura per il deposito del prodotto finito nel colafritto (foto colafritto). Il software controlla le temporizzazioni, il dosaggio, i meccanismi ed i segnali che i sensori del macchinario forniscono.

Realizzato con Autodesk Fusion 360, sulla base del disegno di componenti custom, descrive il processo:
- i contenitori dove avviene la lievitazione, indipendenti tra di loro, ricevono gli ingredienti base, effettuano l'impasto e la fase di riposo.
- il contenitore, in posizione di rilascio, fa cadere il quantitativo di pastella necessario a tenere il dosatore al di sotto (la sacca con i dosatori) con livello costante di pastella.
- il dosatore eroga una quantità controllata di pastella nella celletta di destinazione, separata meccanicamente dalle altre, che effettua il suo percorso nel toroide della frittura.
- il meccanismo ne determina l'uscita, a fine ciclo, per terminare nel colafritto di raccolta.

Il prodotto, destinato a costituire un antipasto, nella sua prima versione per la ristorazione, nel caso dello street food truck sarà appetibile ad un target molto più vasto: bambini in un Parco, adulti ad una passeggiata, alternativa nel caso di eventi sportivi o musicali.
Con una produttività di circa 600 paste cresciute/ora, in modalità continua, temporizzata o on-demand, autonoma finchè c'è sufficiente quantità di ingredienti, garantisce un'alta redditività. Gli ingredienti, infatti, sono decisamente a basso costo.
Il prodotto è, ovviamente, salato; è possibile programmare e gestire uscite in differenti colafritti a fronte di richieste anche nella versione dolce; la base, infatti, è neutra ed adatta alle due possibili destinazioni.
La completa assenza del prodotto nei Mercati esteri, ne garantisce il successo, anche sfruttando il claim caratteristico del "Made in Italy".


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